Il procuratore generale della Corte d'Assise d'appello di L'Aquila, Romolo Como, ha chiesto 30 anni di carcere per omicidio volontario aggravato nei confronti di Elvis e Danilo Levakovic e...
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Dopo l’eccezionale ondata di maltempo che ha interessato il comprensorio teramano nelle scorse settimane, la parete della collina di fronte al quartiere dei Poeti di Pineto si è staccata...
L’ampio risalto dato nelle prime pagine di tutti i quotidiani e gli organi d'informazione alla notizia della pubblicazione on-line dei redditi dei ministri e dei sottosegretari del Governo...

Il procuratore generale della Corte d'Assise d'appello di L'Aquila, Romolo Como, ha chiesto 30 anni di carcere per omicidio volontario aggravato nei confronti di Elvis e Danilo Levakovic e Sante Spinelli, i tre rom di Alba Adriatica accusati del delitto di Emanuele Fadani, avvenuto il 10 novembre del 2009, all'esterno di un pub di Alba Adriatica.
La richiesta del pg e' formulata sull'ipotesi del rito abbreviato a carico dei tre zingari. Se dovesse farsi strada, come gia' era accaduto in primo grado a Teramo, anche in appello l'ipotesi dell'omicidio preterintenzionale, il procuratore ha chiesto che i tre vengano condannati per concorso.
Dopo l’eccezionale ondata di maltempo che ha interessato il comprensorio teramano nelle scorse settimane, la parete della collina di fronte al quartiere dei Poeti di Pineto si è staccata franando improvvisamente.
Più in particolare, si tratta della zona all'altezza del distributore Q8 sul fronte collinare che si estende da Pineto nord all'abitato di Scerne, interessata da un corpo di frana dall'evidente taglio verticale con dimensioni di circa 20 ml in altezza e per una estensione longitudinale di circa 150 ml.
Sul posto, questa mattina, si sono recati l’ingegnere Marcello D’Alberto e l’assessore alla Protezione Civile Giuseppe Cantoro, che hanno verificato la situazione e avviato tutte le procedure necessarie per monitorare la frana.
Perché è uno strumento repressivo che viola i più elementari diritti;
Perché è uno strumento che ha l’unico fine di schedare chiunque metta piede in uno stadio;
Perché in barba alla norma costituzionale che garantisce la riabilitazione sociale del soggetto condannato una volta scontata una pena, viene di fatto negata l’opportunità a chi abbia commesso un “reato da stadio”, anche con sentenza non definitiva, di usufruire di tale misura e quindi tornare allo stadio;
Perché non ha risolto il problema della violenza ma al contrario ha creato maggior caos portando spesso alla promiscuità fra tifoserie diverse, tornando di fatto, in tema di “ordine pubblico”, indietro di 20 anni;
Si apre domani, in Corte d'Appello a L'Aquila, il ricorso contro la sentenza di primo grado per l'omicidio di Emanuele Fadani, il commerciante di 38 anni di Alba Adriatica (Teramo) ucciso l'11 novembre del 2009 con un pugno davanti ad un pub. Il ricorso e' stato presentato dalla procura di Teramo e dalle parti civili che hanno impugnato il provvedimento del giudice di Teramo, Giovanni de Rensis che ad aprile aveva condannato a dieci anni Elvis Levakovic, il rom che sferro' il pugno mortale al giovane imprenditore, assolvendo Danilo Levakovic e Sante Spinelli, gli altri due nomadi che la sera dell'omicidio erano con lui. Elvis era stato giudicato con rito abbreviato. La procura aveva chiesto trent'anni per ognuno dei nomadi. Il procuratore Gabriele Ferretti e il sostituto Roberta D'Avolio avevano contestato a tutti l'omicidio volontario aggravato. "Confidiamo nella magistratura - dichiarano i familiari di Emanuele Fadani - affinche' anche simili condotte di compartecipazione ad atti violenti vengano sostanzialmente punite e responsabilizzate alla stregua di un reato violento conclamato, confesso o comprovato".
È caduta dalla sedia dentro il camino acceso. È successo ieri ad una donna, F. O. 82 anni, originaria di San Benedetto del Tronto ma domiciliata a Roseto degli Abruzzi.
L'anziana era seduta su una sedia di fronte al fuoco e, per motivi ancora da accertare, è caduta sui tizzoni ardenti. È molto probabile che a causare la caduta sia stato un colpo di sonno. Le urla dell'anziana donna hanno attirato l'attenzione della figlia, che al momento dell'incidente si trovava in un'altra stanza.
Permangono gravi le condizioni di salute di un cicloamatore di 44 anni di Giulianova finito contro il cassone di un autocarro posteggiato sul lungomare di Tortoreto dopo essere stato speronato da un automobilista che e' poi fuggito senza prestargli soccorso.
Del pirata della strada che lo avrebbe sbalzato contro il mezzo pesante all'altezza del complesso residenziale non c'e' ancora nessuna traccia. L'uomo che pedalava insieme ad altre persone al momento e' ricoverato in prognosi riservata avendo riportato ferite e contusioni in varie parti del corpo. Al momento sono rimasti inevasi gli appelli dei familiari per cercare di rintracciare l'automobilista pirata.
Maria Bevilacqua, 32 anni, di etnia rom, residente a Villa Rosa di Martinsicuro, da tempo sospettata, è stata scoperta ed arrestata per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Alla vista dei carabinieri ha cercato di far sparire 120 grammi di eroina, nascosti nel petto, sistemandoli sotto i cuscini della poltrona dove erano seduti i figli. Come detto la donna da tempo era sospettata della sua attività ed i carabinieri erano giunti a questa conclusione dopo aver lungamente seguito alcuni tossicodipendenti che si recavano a casa della Bevilacqua.
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